Perchè fare la spesa dai produttori?

Facciamo un passo indietro. Chi è nato prima degli anni 80 sicuramente ricorderà che una volta “fare la spesa” non significava prendere l’auto e andare al supermercato, caricarla dopo lunghe code di cibi spesso precotti o preconfezionati, provenienti dalle più svariate mete esotiche, spesso anche superflui al nostro fabbisogno, e tornare a casa riponendo il tutto in dispensa.

Andare a fare la spesa significava innanzitutto comprare qualcosa che ci serviva; e dove si faceva?

Si faceva dal fruttivendolo all’angolo, dal pescivendolo in fondo la via, dal macellaio sotto casa, dal piccolo alimentari in piazza, dal panificio che ci metteva da parte il sacchettino col nostro nome;

ma non era solo questo: era sapere che il fruttivendolo aveva i pomodori in estate  e il radicchio in autunno; dal pescivendolo se il tempo era stato brutto ed i pescherecci non era usciti la scelta era limitata; dal panettiere se arrivavi dopo le 5 del pomeriggio si e no trovavi qualche pagnotta perchè il pane sfornato era quello per il fabbisogno giornaliero del quartiere senza sprechi inutili.

E gli stessi prodotti da dove arrivavano? Bhè, per contenere le spese spesso, i piccoli commercianti, erano soliti approvvigionarsi nelle vicinanze, direttamente dai produttori della zona o poco più, e si era anche disposti ad accettare il fatto che talune volte certi prodotti non fossero disponibili perchè non arrivati, perchè non ancora pronti o semplicemente perchè magari Giovanni, il contadino, non stava bene e non era riuscito a preparare l’ordine. Lo accettavi e lo vivevi perchè era vita quotidiana di persone normali e non di “industrie degli alimenti”

 

Al contrario di tutto ciò, in un supermercato moderno oggi puoi trovare TUTTO in QUALSIASI MOMENTO dell’anno ed in QUANTITA’ ESAGERATA; se poi magari una volta non lo trovi perchè finito o altro ti arrabbi pure.

 

Ma com’è possibile questo? È un bene o un male?

Bene, spieghiamo brevemente ciò che non si vede:

  • vi siete mai chiesti come sia possibile avere prodotti sempre disponibili tutto l’anno? Semplice: o le colture vengono forzate in serra, perdendo dal 40 al 60% delle loro proprietà nutritive (vedi ad esempio gli ortaggi olandesi, tipico paese soleggiato dove coltivare peperoni, melanzane, pomodori…); oppure arrivano sì da paesi dal clima più mite, ma che si trovano a migliaia di km da noi. Si stima che i prodotti per un pasto normale eseguito con prodotti “fuori stagione” abbiano percorso in media circa 2000 km!!!. Ha senso secondo voi fare il pranzo di natale con carne argentina, verdure del sud Africa e vino Australianio?!!! Quindi, come prima cosa, IMPARIAMO A MANGIARE!!.
  • E’ un bene o un male? Per far fronte a tali esigenze, la GDO si approvigiona di prodotti tutto l’anno ovunque siano disponibili, con aggravi di spese per il consumatore, speculazioni per il produttore, senza contare il danno per l’ambiente dovuto alle immissioni per la movimentazione delle merci e per l’uso di pesticidi ed anticrittogamici al fine di garantire la produzione voluta.

Noi di MangioQui promuoviamo invece il consumo di prodotti locali, anticipando magari i tempi sfruttando le regioni più calde, sempre nel rispetto del lavoro altrui, dell’uso ingiustificato di prodotti chimici, della qualità della vita degli animali e nell’esagerata movimentazione delle merci da una parte all’altra del pianeta, e, quando ciò non è possibile (vedi ananas, banane, ecc,…) garantiamo comunque che il prodotto sia equosolidale e di qualità, convinti che uno stile di vita più equilibrato, oltre che a noi stessi, possa giovare agli altri e al nostro pianeta.